lunedì 3 settembre 2012

Parco Nazionale dei Pirenei: Le Petit Train d'Artouste

Avremmo voluto rimanere una notte in più nel Parco ma l'hotel era strapieno, alla faccia di chi pensa che i Pirenei siano una meta turistica poco frequentata ;)
E così dobbiamo fare una selezione radicale tra tutte le visite che ci ispiravano in zona: c'è tempo solo per una di loro. Vinti dall'efficace marketing francese (e dalla carne grave ;)) scegliamo il Petit Train d'Artouste, orgogliosamente pubblicizzato come il treno più alto d'Europa.



Ci separano da Fabrèges un paio d'ore di stradine di montagna tortuose ma meravigliosamente panoramiche. Ormai abbiamo imparato a dare ascolto al navigatore, che all'inizio del viaggio snobbavamo ridacchiando "Ma guarda questa rincitrullita: un'ora per 40 km? Il caldo le ha fatto male" Piano piano, senza ammetterlo mai ma senza più sgarrare (direi quasi con la coda fra le gambe ;)) abbiamo iniziato a darle ragione e a fare i nostri programmi basandoci effettivamente sui suoi tempi di percorrenza.
C'è qualcosa di piacevole nel sostituire un'anonima autostrada con quelle strette vie di montagna: i trasferimenti diventano parte integrante del viaggio e i cambiamenti repentini di panorama e di tempo atmosferico non lasciano spazio alla noia.




In quella terra di nessuno ti può capitare d'incrociare strani compagni di viaggio

Non solo cavalli, ma anche greggi di pecore, qualche mucca che deve cambiare pascolo, oppure innumerevoli gruppi di ciclisti che arrancano paonazzi sui ripidi pendii, imitando le gesta dei professionisti che ogni anno passano di qui per il Tour de France (pare che una tappa tra questi colli non manchi mai).

Vi dirò, l'esperienza del trenino non è imperdibile. Almeno non per chi ha un'età a cifra doppia ;)
Pare che i bambini siano irresistibilmente attratti da quelle locomotive rosso fuoco dai nomi francesissimi quali "Doudou", "Frufru", "Bubu", Loulou" e si divertano da morire a farsi sgridare mentre si sporgono dai vagoni stile Bruco Mela.
Noi abbiamo sicuramente apprezzato il giretto a 2.000 metri di altitudine, immersi in una montagna assolutamente selvaggia, a godere di paesaggi mozzafiato che le foto (almeno le mie) non riescono a rendere appieno.







Però l'esperienza davvero impagabile, quella che da sola è valsa il biglietto è stata indubbiamente questa


Non so voi, ma io non avevo mai visto da vicino una marmotta e appena il musetto ha fatto capolino dai sassi della tana, ho iniziato la gara coi bambini per farla avvicinare con ogni mezzo: c'era chi allungava le mani, chi schioccava le dita, chi fischiava o provava col richiamo del gatto, chi tirava pezzi di pane e chi, addirittura, si è tolto le scarpe e le ha legate per i lacci, improvvisando un improbabile gioco che, nella sua ottimistica intenzione, avrebbe dovuto attirare la marmotta O_o
Io ho maledetto il mio sano e robusto appetito che non aveva fatto avanzare neanche una patatina fritta del pranzo * e ho intimato a Mr Owl di recuperare i rimasugli del suo panino. Che ovviamente non si trovano. Perchè si sa: lo stesso tozzo di pane che per tutto il pomeriggio ti è capitato tra le mani quando cercavi la crema solare, la fetta di formaggio superstite che ti ha impuzzolentato lo zainetto facendoti venire la nausea ogni volta che aprivi la tasca piccola, ecco proprio loro nel momento del bisogno sono spariti. E mentre bisticcio con Mr Owl che ravana nello zaino con calma troppo olimpica per la mia fretta, fuoriesce dalla tana una roba che, veramente, non avrei mai identificato con una marmotta: un animale grasso e flemmatico, più simile a un tricheco in miniatura, che ondeggiando le anche cicciotte si è piazzato proprio sotto l'ultimo vagone, fuori dall portata del mio obiettivo e anche dei pezzi del panino che, nel frattempo, Owl aveva riescumato dalle pieghe del mio pile (O_o). Che disdetta! E quindi l'unica foto che testimonia l'incontro ravvicinato è quella lì sopra :/

* avevo sperimentato il sandwich americano, che sarebbe un paninazzo con una sberla di hamburger, insalata, salsa di pomodoro E patatine fritte. Tra le due fette di pane. Alla salute!


Ma gli incontri con la fauna indigena non erano terminati. Scesi dal treno ci troviamo circondati da una mandria di pecore belanti :)


... Tenute a bada nientepopodimeno che dal celeberrimo cane da pastore dei Pirenei!


 Prossima tappa: l'Oceano Atlantico e i Paesi Baschi


P.S. Non mi sono scordata del contest, è che mi serve un po' di tempo per riguardare i post: scegliere un solo vincitore non sarà affatto facile!

10 commenti:

  1. BENE BEL POST NON DUBITAVO
    io adoro i treni per cui alla fine mi esalto sempre, a prescindere.
    Però mi hai ricordato il mio primo incontro ravvicinato con una marmotta al passo del Maloja e fu un gran bel momento caspita!!! Per cui grazie!
    Sandra frollini

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  2. Le tue foto mi fanno sognare... non vedo l'ora di vedere quelle della prossima tappa!!!

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  3. Oooooooooh: la marmotta!!! Anche io non ne ho mai vista una, ma è tra i miei sogni nel cassetto "Vedere dal vivo una marmotta e sentirla fischiare"... un pizzico d'invidia lo provo a vedere queste foto, dev'essere stata un'esperienza unica, anche essere immersi in quei paesaggi!!!

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  4. invidia... prendo appunti per il prossimo anno!
    oi ma racconti di viaggio a parte come stai? ho letto lo scorso post, migliorato un pochino l'umore post-ufficio?

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  5. Un po' meglio per fortuna! In questi giorni di assenza ho parlato col capo e adesso mi sento decisamente più sollevata :)

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  6. Ma che meraviglia!!! Le tue fotografie, la luce che c'era, la composizione.. mi stai facendo sognare questa sera... complimenti, veramente. le mie preferite? 1, 2, 4, e le ultime due.. non parliamo poi dell'invidia per la marmotta ;-)

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